LA VITICOLTURA
"Ma sì, è tempo di dirlo. A quel ragazzo, soprattutto a lui, è dovuto
il successo della Franciacorta. Ci buttò dentro la rabbiosa volontà
del meglio, dell'esasperata selezione, del qualitativo estremo"
così Luigi Veronelli parla di Maurizio Zanella in un articolo apparso
sul Corriere della Sera il 12 marzo 2000.
Come molti pionieri, seguono la propria strada proprio perché
hanno dentro una visione chiara del proprio sogno e tutta
la passione per realizzarlo, quel ragazzo segue la propria
intuizione. Nel 1979 Maurizio Zanella pianta i primi cinque filari
di vigneto a 10.000 piante per ettaro, e diventa in Franciacorta
l'iniziatore di una viticoltura allora considerata irrispettosa
e rivoluzionaria, ad elevate fittezze, con distanze minime tra una
pianta e l'altra e con estreme selezioni. Questo è solo l'inizio
di un percorso che poi la Franciacorta ha scelto ambiziosamente
di seguire: differenziarsi attraverso il disciplinare più severo
in termini di selezione e regole qualitative. Si aggiunga poi l'ardire
e la volontà di Ca' del Bosco di produrre fin dalla sua nascita,
nei circa 150 ettari di vigneti in Franciacorta, non solo bollicine,
ma anche vini bianchi e rossi. La scelta di coltivare un progetto in
un territorio enologicamente giovane ha portato alla possibilità
di scegliere i terreni migliori in collina. Così ora Ca' del Bosco può
vantare vigne che hanno oltre 40 anni. Si sceglie inoltre di
vinificare separatamente le uve provenienti dai vari vigneti,
nel rispetto dei diversi terroir, e assemblare i vini ottenuti solo
nella fase finale dell'affinamento. La naturale vocazione del
territorio si conferma nel saper consentire a ciascun vitigno la
massima espressione. Per tutelare con rispetto questa vocazione,
i vigneti di Ca' del Bosco sono sottoposti ad un regime agronomico
a bassissimo impatto ambientale, con minime concimazioni e solo
di tipo organico.
